Io sono i miei luoghi.

 

Devo

alla proteiforme Parma

il mio umore

limone e cioccolato.

 

Il mio fantasticare

zingaro e giacobino

alla Ferrara che trascende il tempo.

 

E devo all’ Elba,

terra di mare e di  frontiera,

la mia empatia con la natura

e suoi silenzi.

 

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Ammenda.

So che, presto o tardi,  una persona che mi è molto vicina – una persona fondamentale per la mia vita – mi leggerà  chiedendomi  ragione del perché non abbia  inserito Milano in queste righe.  Sicuramente Milano l’esigente, Milano la competitiva, nel pieno dei miei anni più turbolenti – affermativi e combattivi – mi ha dato poca poesia. Ecco perché si merita un ricordo in prosa.

A Milano sono grato, seppure dopo una vita, di avermi fatto toccar con mano che si può essere nello stesso tempo mediterranei e mitteleuropei, senza  mai dimenticare di essere emiliani.

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