Uomini e Serpenti.

 

 

Com’è sta storia

che saremmo tutti quanti

della stessa specie? 

La fola per cui

discenderemmo tutti

dagli  scimpanzé.

 

Caro  Darwin

mica ce l’hai contata giusta!

Come dici?

Sei stato frainteso?

Trattasi di fake?

Il tuo pensiero

è stato deformato 

da questa  paracula società?

 

 

Sarà!

Comunque lascia che t’esponga  n’altra narrazione

perché  se una par

la specie dei così detti umani 

in realtà

due son le razze 

che fan bordel su questa terra

Gli uomini e i serpenti

I decenti e gl’infami

E

pur se tengono la stessa faccia

la pasta è assai diversa

non ci vuole un genio per capire 

che tra lor c’è di mezzo il mare

E visto che molti  paion assai dur di comprendonio

che adesso  sturin ben gli orecchi

 

 

C’era ‘na volta il serpente

cervello primordiale e senza sentimenti

Un giorno giunto al bivio 

Vedendo che la coda per l’evoluzione era ‘npo’ lunga 

il rettile si disse:

mica son scemo!

Non sia mai

ch’io  sprechi il tempo mio  in sta marcetta del progresso

Sviluppare il  cervello è tempo perso

Son furbo e forte già quanto basta 

per farla in barba pure a mio fratello

Perciò saluti e baci a sto trenino di scimmioni e  stupidi omarini

prendo la scorciatoia

taglio pei campi 

e fancul l’evoluzione  della specie

 Non fa per me 

che nella lotta per la vita sono certo più dotato

di sta lunga teoria  di beoti in fila indiana

 

 

E adesso via di corsa 

a seminar nel mondo

la legge del più forte

Soccomban pure deboli e decenti

Io

che di natura  son malvagio e predatore

cosa c’azzecco con sta congrega di  citrulli 

che van cianciando di sentimenti pace  e  civiltà?

Io

di coscienza ho poco o nulla

E se la mia morale par di bassa lega

poco m’importa 

anzi

se devo dirla tutta

m’importa ‘na  sega.

 

 

VAI.jpg Questa divisione sembra, ma non è, come quella che eravamo abituati a fare a scuola tra buoni e cattivi.  Non  riguarda la stessa specie. Ma due specie ben distinte, che si sono sviluppate seguendo  due diverse direttrici.  Raggiungendo due diversi gradi d’evoluzione. Gran parte degli ominidi, attraverso varie tappe di sviluppo culturale, sono diventati sapiens. Qualcuno di manica larga dice sapiens-sapiens.  Io, che sono rimasto un ragazzo di campagna, li chiamo  semplicemente i decenti, perché la perfezione non è – né sarà mai – di questo mondo. Mentre i serpenti, che sono rimasti più o meno gli stessi delle origini, salvo l’aspetto, hanno velocizzato l’iter saltando a piè pari molte tappe e per questo sono rimasti ad un livello di coscienza molto basso.  Vivono da indecenti  insieme a noi. E  io li chiamo gli infami.  Quindi, una volta per tutte, smettiamola di raccontarci balle! E guardiamoci da loro. Perché sono più pericolosi di quanto sembra. Se poi qualcuno vuol dei nomi, che si faccia avanti. Io non mi tirerò certo indietro.

1 Commento

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Una risposta a “Uomini e Serpenti.

  1. Interessante, gustoso e purtroppo vero

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